Agevolazioni

Quali sono le agevolazioni e le esenzioni previste per l'IMU?
Il quadro preciso delle esenzioni ai fini dell'IMU risulta dall'art. 9 comma 8 del D.Lgs. 23/2011 e dall'art. 7 comma 1, lettere b), c) d), e), f), h) e i) del D. Lgs. 504/1992.

Sono quindi esenti:
  • Gli immobili posseduti da enti pubblici destinati a compiti istituzionali ad eccezione delle Camere di Commercio, Industria e Artigianato
  • Tutti i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (immobili pubblici o ad uso pubblico)
  • Gli immobili totalmente adibiti a sedi aperte al pubblico di musei, biblioteche, archivi, cineteche, emeroteche statali o di privati, quando al possessore non derivi alcun reddito dalla utilizzazione dell'immobile nonché i parchi e i giardini che siano aperti al pubblico o la cui conservazione sia riconosciuta di pubblico interesse dal Ministero per i beni culturali e ambientali
  • I fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto
  • I fabbricati di proprietà della Santa Sede
  • I fabbricati appartenenti agli Stati esteri ed alle organizzazioni internazionali
  • I terreni agricoli ubicati nei territori, montani o di collina, riportati in allegato alla circolare del Ministero delle Finanze 14 giugno 1993, n. 9
  • Gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali per lo svolgimento di una delle seguenti attività: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, di religione e culto.
    Per quest'ultimo tipo di esenzione è importante ricordare che devono coesistere i due tipi di requisiti:
    • requisito soggettivo: il soggetto che utilizza l'immobile deve essere non commerciale
    • requisito oggettivo: nell'immobile deve essere svolta una delle attività sopraelencate.

Per quanto riguarda altri tipi di agevolazioni, abbiamo visto altrove quelle spettanti per l'abitazione principale e le sue pertinenze.
Assimilate ad abitazioni principali (che quindi usufruiscono dell'aliquota ridotta e delle detrazioni) sono le abitazioni possedute dai soggetti passivi che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risultano assegnatari delle case coniugali, a condizione che i soggetti passivi non siano titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale su immobili destinati ad abitazione situati nello stesso Comune ove sono ubicate le case coniugali.
Alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci, spetta la detrazione di 200 euro ma non l'aliquota ridotta.